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Written by RAC   
Wednesday, 18 February 2009
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Castello di Aviano
Castello di Aviano
Per la sua la particolare conformazione oroidrografica, il territorio di Aviano è stato sin dai tempi più remoti una naturale cerniera di collegamento tra la pianura veneta e le vallate prealpine, nonché un'importante via di transito verso il nord.
Ritrovamenti di reperti archeologici d'epoca preistorica in località Buse di Villotta e Pian delle More, oltre a resti di insediamenti abitativi sulle colline pedemontane ed alle sorgenti del fiume Livenza, provano che tutta l'area era abitata già nel Paleolitico. Gli insediamenti più antichi erano costituiti da comunità articolate in clan famigliari, dedite ad un'economia di tipo silvo-agricola e pastorale e stanziate in villaggi fortificati, i cosiddetti "castellieri".
Con la conquista romana, Aviano e molte delle alture pedemontane divennero presumibilmente sedi di torri di guardia con funzione difensiva.
L'iniziale penetrazione romana di tipo militare si trasformò con il tempo in organizzazione di tipo economico-fondiario, incentrata nelle villae e facente capo ad importanti centri urbani come Altino, Oderzo, Concordia ed Aquileia. L'origine del toponimo "Aviano" sembra risalire proprio a quest'epoca: secondo alcuni studiosi deriverebbe da AVIDIUS o AVILIUS, cognome del proprietario fondiario, seguito dal suffisso -anum indicante l'appartenenza. Secondo altri deriverebbe dal latino ad Janum, presupponendo l'esistenza di un tempio consacrato al dio Giano. Una terza ipotesi lo fa derivare dall'espressione latina ad viam, di cui il dialettale "Aviàn" ne rappresenta la corruzione.
Resti d'epoca romana, quali laterizi, porzioni di mosaico, parti di una piccola macina, cocci di vasellame ed anfore affiorati in località Rive di Barès sembrano indicare che l'insediamento originario di Aviano si trovasse in una posizione diversa da quella odierna. Secondo alcuni storici, la deviazione dell'alveo del fiume Cellina dal suo corso iniziale e le sempre più frequenti invasioni barbariche determinarono lo spostamento dell'abitato nella sua posizione attuale, più sicura e meglio difendibile.
La disgregazione dell'impero romano e le invasioni barbariche non cancellarono gli insediamenti umani dal territorio avianese. Di fronte al progressivo sfaldamento del potere politico romano, nelle campagne e nei centri periferici si andò sostituendo l'organizzazione religiosa del cristianesimo. Nei secoli bui dell'alto Medioevo, gli ordini ecclesiastici, e la chiesa in generale, riempirono progressivamente i vuoti di potere, fungendo da collante sociale e civico.
Il clero riunì le popolazioni vessate da continue invasioni barbariche in comunità sociali coese che talvolta ricalcavano precedenti unità civili, talaltra ne creavano ex novo. Al foro romano si sostituì la chiesa, la pieve di campagna, l'abbazia.
Sebbene manchino documenti storici di epoca gotica o longobarda, Castello, il nucleo più antico di Aviano, divenne probabilmente un centro militare già prima dell'anno Mille, forse edificato riutilizzando e riadattando alla difesa strutture tardo-romane preesistenti. In periodo longobardo l'insediamento fu ulteriormente ampliato per ospitare un presidio militare.
Le più antiche attestazioni scritte della storia di Aviano e delle comunità circonvicine sono legate a tre pievi esistenti sul territorio già nei secoli XII e XIII: Santa Maria di Calaresio, l'odierna Montereale, Santa Maria di Giais e Santa Maria di Castello. La loro presenza testimonia la persistenza di nuclei abitativi organizzati, raccolti attorno ad un luogo di culto ben preciso, lungo assi viari di epoca romana. Tutte coincidevano più o meno con le corti, organismi amministrativi e fondiari sorti in epoca longobarda, spesso ricalcanti il fundus, caratteristico sistema agrario latino. Ad esempio, già nel 762 si menziona la località di San Foca (piccolo borgo a pochi chilometri da Aviano) come curtis. Altre tracce della dominazione longobarda restano nei toponimi, come Giais, dal longobardo gahagi, "terreno, pascolo riservato", o come monte Fara, a Maniago. Le fare erano clan famigliari che avevano il compito di gestire amministrativamente e militarmente il territorio. 
 

Last Updated ( Wednesday, 18 February 2009 )
 
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